La Memoria Dell'acqua

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LA MEMORIA DELL'ACQUA

Come uno specchio, l’acqua ricorda e registra.

 Gli studi e le ricerche scientifiche sulla Memoria dell’Acqua, dalle intuizioni di Jaques Benveniste alle preziose scoperte di Luc Montagnier.

Una delle prime discipline mediche che si è occupata della Memoria dell’Acqua è l’omeopatia. La storia dell’Omeopatia comincia con le idee e le scoperte del medico tedesco Samuel Friedrich Hahnemann (1755-1843), che coniò il termine "omeopatia" (dal greco "homoios" che significa simile, e "pathos" che significa dolore), riscontrando come l’Acqua informata, nella diluizione omeopatica si comporta come uno specchio, imita, registra e replica. 

Jaques Benveniste: il concetto della “Memoria dell’Acqua” è un termine giornalistico utilizzato per la prima volta nel 1988 sul quotidiano francese LE MONDE, poco dopo la pubblicazione dell'articolo dell’immunologo Jacques Benveniste (1935 – 2004) sulla rivista scientifica internazionale NATURE.

Nel 1988 come Direttore dell'unità di ricerca n. 200 dell'INSERM di Parigi, Benveniste aveva fatto reagire un'alta diluizione omeopatica di un antigene con certi globuli bianchi che avevano risposto secernendo istamina, stimolati non dalla sostanza ma dal "ricordo" di questa nell'Acqua. L'Acqua si era comportata come se fosse quella molecola. 

Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina del 2008 per la scoperta del Virus dell’HIV, ha scoperto che alcune sequenze di DNA possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi memoria delle caratteristiche del DNA stesso. La scoperta è stata pubblicata su una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, Journal of Physics ed è stata effettuata da due gruppi di lavoro distinti: il primo francese coordinato dal Prof. Luc Montagnier, con i tecnici e biologi Lavallè e Aissa, e il secondo tutto italiano coordinato dal fisico Prof. Emilio Del Giudice, con Giuseppe Vitiello e Alberto Tedeschi.

Il Prof. Montagnier va oltre, e inverte le regole del gioco: se l’Acqua informata stimola il nostro organismo a reagire con effetti terapeutici in modo attivo, possiamo scoprire quali possano essere eventuali anomalie studiando e analizzando le informazioni elettromagnetiche/energetiche dell’Acqua contenuta nell’organismo. Ciò con notevoli vantaggi diagnostici per determinare le patologie. Secondo Montagnier, infatti, malattie croniche come il Parkinson, l’Alzheimer, l’Artrite Reumatoide, la Sclerosi Multipla e talune malattie virali come AIDS, l’epatite C e l’influenza A, lasciano una traccia (un’informazione) nell’Acqua presente all’interno del nostro organismo, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere decodificati. Secondo Montagnier, questa scoperta apre nuovi spiragli per prevenire l’insorgenza di malattie croniche e virali. Nuovi farmaci potrebbero così nascere dalla possibilità che avrebbe il principio attivo, utilizzato in bassi dosaggi, di informare l’Acqua presente all’interno del nostro organismo.

L’Acqua, nel trasmettere determinate informazioni, diventerebbe veicolo di particolari messaggi che riattiverebbero le funzionalità compromesse da talune patologie. Questo consentirebbe, secondo Montagnier, un abbassamento del dosaggio e della tossicità dei farmaci, conservandone inalterata l’efficacia.

Quindi, poiché siamo fatti per lo più di Acqua e siamo noi stessi produttori di campi elettromagnetici, è chiaro che l’Acqua esterna con cui entriamo in contatto e la nostra Acqua interna interagiscono.